Peperoncino jalapeño: coltivazione, caratteristiche e proprietà

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peperoncino jalapeño

Il peperoncino jalapeño è uno dei più conosciuti e al contrario di ciò che pensano molti, non è tra i più piccanti ma può essere definito di grado medio. In base alla capsaicina contenuta al suo interno il livello di piccantezza si aggira indicativamente tra 2500 e 10000 sulla scala di Scoville.

Il nome deriva dalla zona di origine, Xalapa, una città messicana dove il consumo di questo prodotto è molto alto e lo spazio dedicato alla sua coltivazione supera i 150 km². Nonostante la lontananza, al giorno d’oggi è utilizzato e conosciuto molto anche in Europa.

Caratteristiche dello jalapeño

Ogni peperoncino ha una forma regolare e si sviluppa soprattutto in lunghezza, raggiungendo una dimensione che varia tra 5 e 10 cm. Il frutto può essere colto sia quando è molto maturo, di colore rosso acceso, sia quando ancora il colore tende al verde scuro. La pianta che produce questi piccanti ma deliziosi frutti è di media grandezza, con un’altezza compresa tra 60-120 cm.

Come coltivare lo jalapeño

La coltivazione di questa pianta può avvenire in vasi ragionevolmente grandi, ma il trapianto in un terreno aperto è consigliabile. La semina deve essere effettuata da marzo ad aprile.

Per prima cosa è necessario partire con un vaso di piccole dimensioni, 4 o 5 semi circa 1,5 cm sotto il livello del terriccio e porre il tutto in un luogo buio e umido senza innaffiare, fino al momento in cui si palesano i primi germogli. Da questo momento è necessario che la pianta sia esposta al sole e riceva regolari innaffiature, evitando che la terra diventi oltremodo secca.

Con il tempo il fogliame diventa sempre più grande, e in base alla loro dimensione si deve trapiantare il tutto in un vaso di dimensioni maggiori. Dopo circa un mese, se vi è la possibilità, si consiglia di spostarla in un terreno all’aperto. Quest’operazione non deve essere eseguita in inverno perché la terra ghiacciata non si presta allo scopo.

Substrato e concimazione

In questo caso il concime stallatico (prodotto utilizzando le deiezioni degli animali che vivono in stalle) si presta perfettamente alla concimazione durante l’autunno, mentre in copertura è meglio utilizzare un concime ricco di potassio. Comunque lo jalapeño non necessita di un’eccessiva fertilizzazione, ed è bene ricordarsi che i concimi troppo azotati diminuiscono la produzione dei frutti.

Un buon terreno per lo Jalapeño è drenante e ricco di sostanze nutritive necessarie per una crescita vigorosa.

Come irrigarlo

E’ molto importante non esagerare con le innaffiature, in modo da scongiurare i rischi derivanti dai ristagni della sovrabbondanza di acqua e dal gelo della stessa nei mesi più freddi. La pianta deve essere innaffiata raramente senza inumidire troppo il terreno. Ovviamente il dosaggio dell’acqua deve essere deciso anche in relazione al periodo di esposizione al sole, che di norma dovrebbe aggirarsi intorno alle 6 ore.

Crescita e raccolta

Il tempo che serve affinché la pianta cresca rigogliosa cambia leggermente in base alla varietà di Jalapeño, ma orientativamente si ha la fioritura da giugno ad agosto, e la raccolta frutti avviene tra luglio e ottobre.

I rischi durante la crescita e le malattie dello jalapeño

Lo jalapeño non è una pianta molto delicata, però può soffrire di alcuni tipi di parassiti che nei casi peggiori possono portarla alla morte. In particolare è bene stare attenti alle cimici, che favoriscono la formazione di funghi e muffe, e le cocciniglie cotonose, trasmissibili ad altre piante. In ogni caso si consiglia di usare un normale antiparassitario, possibilmente a base naturale.

Come usare lo jalapeño in cucina

Questo peperoncino può essere utilizzato in cucina in moltissimi modi diversi, non a caso la cultura messicana è ricca di ricette con jalapeño. Un classico facile e gustoso sono gli jalapeño poppers, peperoncini fritti e ripieni di formaggio.

I passi per eseguire la ricetta sono molto semplici: incidere i peperoncini e svuotarli dai semi contenuti all’interno, farcirli con il tipo di formaggio preferito (meglio se filante), passare il peperoncino ripieno nella farina, nell’uovo e nel pangrattato (rispettando questo ordine) e infine friggere.

Non è da sottovalutare anche il consumo del frutto così come viene colto, semplicemente sciacquato e magari appena intinto in olio e sale.

Come conservare lo jalapeño

Questo peperoncino può essere conservato in salamoia (una mistura di olio e sale) oppure sott’olio/sott’aceto. Una terza alternativa consiste nell’essiccazione, che però deve essere attuata tramite affumicatura in quanto la polpa del frutto è troppo spessa, e non è sufficiente lasciarlo per diverso tempo esposto all’aria.

Jalapeño: proprietà e benefici

I peperoncini jalapeño sono molto indicati per ridurre il colesterolo e quindi favorire il flusso sanguigno. Inoltre sono frutti ricchi di vitamina C, essenziale per rafforzare le difese immunitarie.

Varietà dello jalapeño

Nel tempo sono state scoperte e prodotte davvero molte varietà di jalapeño, per cui mi limito a elencare solo alcune delle più utilizzate:

  • Mucho nacho jalapeño: questa varietà si differenzia per la dimensione dei frutti che possono raggiungere una lunghezza di 10 cm. Si prestano molto alla ricetta degli jalapeño poppers, e possiede un grado di piccantezza significativo.
  • Numex pinada jalapeño: produce frutti con molta polpa, di piccantezza media. È perfetto per la produzione di salse.
  • Tam jalapeño: in questo caso i frutti sono meno piccanti e possono essere consumati anche dai palati più delicati.
  • Jaloro jalapeño: molto bella da vedere, questa varietà di peperoncino viene spesso utilizzata per scopi ornamentali. Nello stesso momento si possono osservare frutti di tutte e tre le colorazioni: giallo, arancione e rosso, tutte tonalità molto accese.

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